ITA
Tema di ricerca 2013/2014

Affrontare la crisi: regole e prassi alla prova

Le nostre società hanno visto sgretolare le loro fondamenta. Strutture considerate inamovibili sono crollate. Valori che erano ritenuti intoccabili si sono sfaldati. La storia è imprevedibile e la crisi irreversibile, presente e ovunque: interessa l’economia, la politica, la cultura, l’ambiente, l’arte, le scienze.  Cosa è la crisi? Parola chiave che apre nuove prospettive nel campo chiuso degli specialismi e attraversa le discipline, ci permette di ragionare non più attraverso il metodo della pluridisciplinarità, ma della necessità.  Crisi: sostantivo che descrive bene il dissesto drammatico, senza garanzie. Lo stato più o meno permanente di squilibrio contemporaneo. Al contempo, è occasione di rinascita, rafforzamento o mutamento. Non è solo una catastrofe imprevedibile, un disastro economico-finanziario, una valanga che ci investe da lontano: dagli Stati Uniti verso l’Europa, dalla finanza verso l’economia reale, dall’alto verso il basso. Una fatalità.  La crisi è un processo che mette al centro le pratiche sociali, politiche e culturali. Lungi dal rassicurare, tale processo impone di non azzardare mosse già ripetute, e di intraprendere percorsi pratici che sappiano coltivare una fedeltà fatta di lontananza.

Studio Roma interroga le pratiche collettive, la loro capacità di affermare e orientare il cambiamento, istituendo nuove forme di vita collettiva. Il tema si focalizza sui casi del mutamento, le condizioni che possono produrre nuove istituzioni tra il rinnovamento del repertorio delle regole, e il dispiegamento di nuovi rapporti di forza. La norma si presenta aperta e permeabile alle trasformazioni, e l’ossimoro ‘consuetudine e mutamento’ la descrive come prodotto di nuove convenzioni, nuovi precedenti.  Studio Roma ricerca processi di produzione di norme non-statali, che possiamo ritrovare tanto nelle metropoli quanto nel mondo digitale. Una ricerca sulle forme di vita nella crisi, e sulla crisi delle forme di vita.