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Glücklich ist dieser Ort!

Milano 17 11 - 21 01 2017

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	<font size='1'>Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin<br>
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>
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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>
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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>
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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>
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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>
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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>
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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>
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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>
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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>

Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem

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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>

Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem

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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>

Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem

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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>

Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem

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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>

Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem

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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>

Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem

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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>

Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem

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Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem</font></p>

Glücklich ist dieser Ort!, Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin
Istituto Svizzero, Milano. 18 novembre 2016 - 21 gennaio 2017. Foto: Giulio Boem

L'Istituto Svizzero presenta "Glücklich ist dieser Ort!", una mostra collettiva degli artisti svizzeri Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin. La mostra che Emil Michael Klein ha contribuito a immaginare mette in luce i punti di contatto nella pratica dei tre artisti.

WHITE FISH
Se solitamente ci divertiamo ad attribuirci figure animali totemiche per tentare di descrivere al meglio i nostri comportamenti e i nostri tratti tipici, sono pochi gli animali che apprezziamo davvero. Così, in un effetto di trasposizione, leggiamo la scala dei valori delle proiezioni dei nostri temperamenti. Siamo tutti fieri, belli, astuti, fedeli, liberi… e molto raramente comuni e senza reali qualità.
 
Seppure in leggero ritardo, la mostra espone un vigoroso partito preso che consiste nell’affermare di voler essere soltanto un artista, nient’altro. Perché se Manuela Cossalter, Emil Michael Klein e Sean Völlmin hanno qualcosa in comune, è proprio il desiderio di fare della loro pratica artistica un elemento vitale. Come se fosse possibile immergersi in questo spazio fluido che può essere la creazione senza cercare di risalirne la corrente o di aggrapparsi a un ramo, ma muovendocisi naturalmente e agevolmente, come un pesce bianco.
 
Nei dipinti di Emil Michael Klein, il piacere del gesto di dipingere si lascia leggere, senza complessi, ma senza seduzioni. Le tinte si stringono in assedio e si sforzano di assoggettare lo spazio del quadro. Le linee diventano strati successivi e struttura. L’artista cerca piacevoli interstizi ludici per autorizzarsi a dipingere, ancora e ancora. In Sean Völlmin, l’immagine si dissolve e diventa colore. Le tonalità si accavallano e si fanno vernice. La trasparenza sembra a poco a poco colorarsi per sospendere il soggetto alla sua condizione di immagine mentale talvolta inquietante. Mentre Manuela Cossalter addomestica la sua quotidianità, fissando nella ceramica animali familiari che portano impressi gli attributi idealizzati dei loro caratteri e fa scaturire da ambienti demodé fantasmi domestici.
 
Tutti e tre, ci ricordano che i luoghi delle mostre sono come frammenti di un ambiente naturale. Le opere vi trovano uno spazio intermedio tra lo studio dell’artista e la domesticità di una collezione. Quanto agli artisti, come dei pesci bianchi, non si stancano mai di cercavi un po’ di riposo, prima che la correnti li trascini altrove.

                                                                                                                                   Samuel Gross


Manuela Cossalter (1990) vive e lavora a Zurigo. Dopo un precorso alla F + F Schule für Kunst und Design a Zurigo, studia arti visive alla Hochschule für Gestaltung und Kunst di Basilea. Ha partecipato alle mostre collettive Basis Exhibition 2016 1+2 Jahr Bachelor e Non-Paper Prints alla FHNW Basel, Lockeres Denken al Kunsthaus Baselland e Irma La Douce Revisited alla Penthouse Gallery a Zurigo.
 
Emil Michael Klein (1982) vive e lavora a Zurigo. Ha frequentato la Hochschule für Gestaltung und Kunst a Basilea e conseguito un master in Visual Arts all'Ecole cantonale d’art de Lausanne. Recentemente il suo lavoro è stato oggetto di mostre personali alla Galleria Federico Vavassori, Milano (che lo rappresenta in Italia), alla Galerie Francesca Pia, Zurigo, e Gaudel de Stampa, Parigi, e di mostre collettive come Undisturbed Solitude alla Kunsthaus di Amburgo (a cura di Chus Martínez), e Europe, Europe al Astrup Fearnley Museet di Oslo (a cura di Hans-Ulrich Obrist, Thomas Boutoux e Gunnar B. Kvaran).
 
Sean Völlmin (1988), cresciuto a Biel, ha frequentato il corso preliminare e poi la classe specialistica di grafica alla Schule für Gestaltung a Biel e Berna. Dopo un lungo soggiorno all'estero e al conseguimento della maturità professionale, si trasferisce a studiare arte a Basilea. Si dedica inizialmente al disegno, alla fotografia e al cinema, mentre lavora oggi prevalentemente con la pittura. L'obiettivo principale è la combinazione e la composizione di elementi, colori e trasparenze sia astratti sia realistici.