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40 a.C

40 a.C

Roma alla fine dell'età repubblicana

Questa pianta basata su fonti storiche mostra l’ubicazione  e l’estensione approssimative delle Ville di Lucullo e Sallustio sul Pincio, appena oltre
le mura serviane.

Riprodotta da Michael P. Fritz, La villa Maraini a Roma. Un richiamo allo spirito della villeggiatura romana nei primi decenni di Roma capitale, Berna 1998, p.8.

XV sec.

XV sec.

Copia acquerellata di un disegnatore anonimo della prima metà del secolo XV ricavata da una pianta di Roma di Leonardo Besozzo. A sinistra dell’infittimento urbano dell’ansa tiberina si riconosce la collina del Pincio in stato di abbandono, con le rovine di edifici antichi.

© Foglio 28r. dal ms. Varia 102, Biblioteca Reale, Torino. La riproduzione è utilizzata su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

XV e XVI

XV e XVI

Nei secoli XV e XVI, la nascente pre-dilezione per l’antichità, rivitalizzata dalle cerchie umanistiche, si riverbera in una serie di piante di Roma, che in aggiunta agli edifici coevi, evidenziano anche i resti di costruzioni antiche.
Particolare con la collina del Pincio, Piazza del Popolo e Castel S. Angelo dal cosiddetto manoscritto di Cuneo, una copia acquarellata della pianta di Roma di Leonardo Bufalini del 1551.

Biblioteca nazionale, Roma.

1622

1622

Rilevamento planimetrico su pergamena del 1622 della vigna di Giovanni Antonio Orsini, Duca di Sangemini.
Carlo Maderno disegnò la mappa su incarico del cardinale Ludovisi, che nel 1622 era in procinto di acquistare il fondo alquanto degradato per la cospicua somma di 15000 scudi. Verosimilmente sono da attribuire allo stesso Maderno le primissime proposte di abbellimento introdotte nella planimetria, come per esempio quel «bosco a forma di labirinto» [D], popolato da statue antiche che doveva fungere come scenario artistico all’aperto.

Museo di Roma, Roma.

1670

1670

«Pianta del giardino dell’Eccel.mo Signor Principe Ludovisi a Porta Pinciana», incisione da I giardini di Roma di Giovanni Battista Falda, Roma 1670.

Bibliotheca Hertziana - Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte, Roma.

1847

1847

Carl Ferdinand Sprosse, Veduta panoramica di Roma dal Casino Ludovisi, 1847, estratto da una incisione in più fogli lunghi complessivamente circa di m. 7 e pubblicata da August Emil Braun nel 1851.

Riprodotta da Armando Schiavo, Villa Ludovisi e Palazzo Margherita, Roma 1981, Fig. 48.

1866

1866

Roma al tempo di papa Pio IX.
La mappa catastale pubblicata nel 1866 dalla Direzione Generale del Censo indica chiaramente l'estensione massima della Roma papalina, la cui superficie non superò mai un terzo dell'antica metropoli racchiusa dalle mura aureliane. Grandi ville e proprietà conventuali formavano ancora una sorta di corona fiorita intorno alla Città eterna.

Esemplare conservato nell'Archivio Capitolino, Roma.

1886

1886

Il piano di intervento urbano per il nuovo quartiere Ludovisi, presentato alle autorità cittadine dalla piemontese Sociétà Generale Immobiliare di lavori di utilità pubblica ed agricola nel marzo 1886.

Archivio Capitolino, Roma.

1905

1905

Villa Maraini appena terminata nel 1905. Si nota che i lavori di sistemazione del pittoresco giardino paesaggistico non sono ancora ultimati.
Riprodotto da L’Architettura Italiana, anno V, fasc. 9 (1910), tav. XXXIII.

1908

1908

La villa Maraini aristocraticamente distaccata dai caseggiati circostanti, come si presentava nell’estate del 1908.
Analogamente ad un pittore di metastorici scenari architettonici anticheggianti, il fratello del committente, l’architetto Otto Maraini, cercò di conseguire una composizione equilibrata quanto pittoresca, ricca di singoli motivi architettonici, raffinati effetti di superficie e variazioni di zone in luce e in ombra. Per questa, e per numerose altre immagini fotografiche dell'esterno e degli interni della villa, i Maraini incaricarono Alessandro Vasari (1866–1929) per anni fotografo ufficiale della Casa Reale e dell'Accademia di Francia e senza dubbio uno fra i fotografi romani più richiesti dell’epoca per la produzione di fotografie d'arte ed architettura.

Album Maraini, collezione privata, Lugano.

1910

1910

La villa Maraini da nord-est con la zona d'ingresso.

Il motivo della grotta subito dietro il portale d’accesso è un bell’esempio di uno di questi capricci naturalistici elaborati in un ambito urbano ristretto, che mirano a suggerire al visitatore, almeno in termini visivi, la grandiosa idea della villa. In questo senso questa residenza risponde alla duplice matrice tipologica di dimora urbana e di villa, modellata sugli esempi delle «palazzine di città» francesi o tedesche dell’Ottocento.


Fotografia: Alessandro Vasari, 1908/1910, Album Maraini, collezione privata, Lugano.
 

1919

1919
Pianta d’insieme della zona occidentale del quartiere Ludovisi, nell’area di Via Veneto – dal 1919 Via Vittorio Veneto.

Riprodotta da Michael P. Fritz, La villa Maraini a Roma. Un richiamo allo spirito della villeggiatura romana nei primi decenni di Roma capitale, Berna 1998, p. 8.

1994

1994

Un secolo dopo la sua costruzione, la Villa Maraini si immerge armoniosamente nella luce crepuscolare della sua maestosa cornice arborea.

Fotografia: Pierre Nydegger, 1994.